31
dicembre 2005
Il 2005 è quasi finito e per festeggiare alla grande e in modo un po'
diverso l'arrivo del nuovo anno io, Silvia, Faby, Andrea e Marco abbiamo prenotato
un viaggio a Vienna.
Marco è un mio amico che ho conosciuto a luglio facendo servizio in
croce rossa.
Ha già conosciuto le mie amiche e ha deciso che può resistere
a festeggiare Capodanno con noi.
Il pomeriggio del 30 io e lui partiamo da Acqui per raggiungere il resto della
compagnia a Bologna.
Le peripezie iniziano subito perché il treno che dovremmo prendere
da Alessandria arriva con un'ora di ritardo. Nonostante tutto riusciamo a
prendere la coincidenza e a trovarci con gli altri alle 20 in stazione centrale.
Dopo qualche chiacchiera, un panino del Mac per i golosi e un paio di barrette
per i dietetici, ci incamminiamo al binario da dove parte il treno per Verona.
È da lì infatti che partirà il pullman diretto a Vienna.
Abbiamo un'ora di margine a Verona fra l'arrivo del nostro treno e la partenza
del pullman.. e per fortuna..
perché dopo aver atteso al binario per dieci minuti sentiamo l'annuncio
che il treno ha 50 minuti di ritardo.
Decidiamo allora di bere una grappa per riscaldarci. E poi un brindisi ci
vuole per festeggiare l'inizio del week-end viennese.
Al bar ci dilunghiamo talmente tanto che quasi non ci rendiamo conto che i
50 minuti sono passati.
E infatti ci tocca fare una corsa per non perderlo.
Accanto a noi c'è una banda di ragazze pazzerelle che fanno un casino
esagerato.
Andrea e Marco sono preoccupati perché temono di dover sopportare anche
loro oltre che noi.
Chiedo a una di loro dove sono dirette e per la gioia dei nostri uomini mi
risponde che vanno a Trento.
Durante il viaggio fino a Verona facciamo un cruciverba e le pazze si uniscono
a noi.
Una di loro è talmente fuori di testa che telefona a casa perché
continua ad insistere che Petrarca di nome si chiamava Giovanni.
Arrivati a Verona auguriamo buon anno alle ragazze e ci avviciniamo ai pullman
che sono proprio sul piazzale esterno della stazione.
Facciamo subito conoscenza del nostro capo gita anche lui si chiama Marco.
L'organizzazione con la quale viaggeremo si chiama “Conoscersi viaggiando”.
L'ha trovata Silvia su internet.
Marco ci fa sistemare al piano terra di un pullman a 2 piani.
Dopo aver fatto varie prove ci accorgiamo che i sedili non sono così
comodi come c'eravamo immaginati e tra l'altro quasi tutti sono bloccati per
cui non è possibile reclinarli per dormire più comodamente.
Non è che abbiamo sonno, ma è quasi mezzanotte e dovremo viaggiare
tutta la notte... Per cui ci diamo un gran da fare per sistemarci.
Marco che è seduto vicino a me è talmente allo stretto che sembra
abbia le ginocchia in gola.
Per sua fortuna Andrea gli offre di fare cambio di posto.
Un tale davanti a me reclina il sedile e mi spiaccica come una frittella.
“Così ti schiaccio?”
Per fortuna mi rimane giusto un po' di fiato per rispondere si.
Silvia anche non si dà pace si gira e rigira perché non riesce
a trovare la posizione.
L'unica che già dorme beatamente con il suo cuscino di Titty e il plaid
è Faby.. Strano vero?
Poi a mezzanotte finalmente il pullman parte.