GITA A SAVONA - PIACENZA


Domenica 14 marzo 2004

La mattina seguente dopo una buona colazione, e dopo aver ultimato l'incisione delle varie compilation su cd, siamo partite per Savona. In programma avevamo un pranzo con la nostra amica Anna.
Il tempo non era dei migliori, ma questo non era sufficiente a mandar via il nostro buon umore. Ogni pretesto era buono per scambiare una battuta. La posa dell'egiziano...Silvia si è messa alla guida e nel giro di un'ora siamo arrivate a destinazione.
Visto che eravamo un po' in anticipo abbiamo approfittato per scattare un altro mini servizio fotografico. Silvia ha sperimentato la posa egiziana e la posa “del barbone”.
A mezzogiorno in punto abbiamo visto Anna venirci incontro.
“È questa l'ora di arrivare?”
Anche lei molto carina e dolce nell'approccio....
Dopo le solite “infamate” per salutarci, ci siamo messe alla
ricerca di un posto dove andare a sgranocchiare qualcosa. L'obiettivo ha resistito bene...Cammina cammina abbiamo trovato un bar molto carino che offriva panini giganti e insalate. Abbiamo sperimentato la macchina fotografica anche su Anna e per fortuna l'obiettivo ha resistito!! Ihihih
Poi sono iniziate le chiacchiere, le risate e... i monologhi di qualcuno!
Purtroppo il tempo è volato, e ben presto è arrivato il momento per noi di partire.
Silvia doveva prendere il treno a Piacenza alle 19.
Già questa volta, dopo calcoli molto accurati e dopo aver scaricato varie mappe da internet, avevo deciso di accompagnarla per un pezzo.
In realtà la mia amica si è auto-accompagnata, in quanto si è messa lei alla guida.
Il tempo era ancora peggiorato e appena abbiamo imboccato l'autostrada ha iniziato a piovere.
Durante una sosta all'autogrill Silvia ha fatto cadere un giornale appena comprato in una pozzanghera, schizzandosi e infangandosi dappertutto.
A parte questo piccolo inconveniente alle 17.30 siamo arrivate al casello di Piacenza Ovest. C'era ancora il tempo per fare un giro turistico per la città.
O almeno così credevamo...
“Rac, prima di andare in centro è meglio passare in stazione a fare il biglietto”
“Non ti preoccupare, ho qui l'itinerario che mi sono scaricata da internet... Girare a destra, perfetto, poi a sinistra.. Bene! Si arriva nel piazzale e si prosegue dritto. Visto come è facile? Secondo la mappa dovremmo essere in via IV novembre...”
“Ci siamo Rac? Che via è?”
“Ops.. Ci deve essere qualcosa che non va... Via Milano!”
“Non disperare, ora mi fermo. Chiedi a quella tipa.”
“Signora? Per la stazione?”
La signora è stata molto esauriente: “Ho capito.. Allora dritto, alla rotonda a sinistra, e dovremmo essere nel piazzale della stazione. Tu la vedi Silvia?”
Silvia fotografo-autista... “A me sembra una chiesa....”
“È vero! Bella però.. Falle una foto!”
“Miii Rac!! Ma ti pare che ora mentre sto guidando mi debba mettere a fare delle foto? Vabbè dai qua!”
“Bellissima inquadratura!”
“Si ma la stazione?”
“Silviaa.. Guarda che bei palazzi!”
Proprio in quel momento sono sbucate due ragazze come per incanto, quasi sotto le ruote anteriori della Punto.
“Ehi!! Fate attenzione *****¥£\<<\**]$#”
“Ops scusate... Rac! Navigami bene!”
“Di già che le 'stiravi' Silvia potevi chiedere la strada per la stazione....”
“Ahahahah!!”
“Ahahahah!!”
“Aspetta fermati che chiedo a quel ragazzo.. E non mi fare ridere!”
“Ok Silvia questo mi sembrava più affidabile... Alla rotonda dritto e poi a sinistra..”
Abbiamo nuovamente seguito le indicazioni, ma della stazione nessuna Rac-fotografo: differenze di stiletraccia.
“Ehi Rac, meno male che eravamo in anticipo.”
“Già poco male.. Tanto ci siamo fatte un giro panoramico. Faccio un'altra foto.”
“Si! Ma sto finestrino lo vogliamo chiudere o fa caldo?”
Finalmente il terzo passante che abbiamo interpellato ci ha indicato la strada giusta, e dopo quasi un'ora di giri a vuoto abbiamo parcheggiato nel piazzale antistante la stazione.
Nella mezzora rimasta a nostra disposizione ci siamo dedicate ad una nuova occupazione: fare foto.
Voi direte: BASTA!! Eh sì avete anche ragione.. Però aspettate di vedere le nostre facce mentre aspettavamo il treno di Silvia: sono uno spettacolo. Non mi stupisce il fatto che i passanti vicino a noi ridessero a crepapelle.
Era venuto il momento di salutarci...
“Ciao sorells, alla prossima avventura!”


13 marzo
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