7 dicembre 2003
Visto
che si era fatto un po’ tardi siamo tornate al parcheggio e ci siamo
avviate verso Lucerna, dove avevamo prenotato l’hotel per la notte.
Appena
arrivate a destinazione abbiamo iniziato a perderci nel traffico, nonostante
avessimo varie cartine a disposizione. Non riuscivamo a capire dove si trovava
la via del nostro hotel. Dopo esserci scambiate i ruoli di “autista-navigatore”
per un paio di volte ed esserci prese un sacco di “clacksonate”
da parte di autisti impazienti, abbiamo finalmente trovato l’hotel.
Tutti i parcheggi erano occupati. Dopo un paio di giri a vuoto per l’isolato,
ho messo le quattro frecce e sono scesa per presentarmi alla reception, mentre
Silvia aspettava in macchina.
Ed ecco il primo cartello sulla porta dell’hotel: “Per registrarsi
rivolgersi all’Hotel Europa” corri corri corri verso l’Hotel
Europa….
Altro cartello: “Nelle ore pasti accedere dall’entrata sul retro”
corri corri corri verso l’entrata sul retro…
Finalmente!!
L’addetta per fortuna parlava italiano e in pochi minuti ho sbrigato
le formalità burocratiche. Per entrare in hotel e in stanza, servivano
due tessere magnetiche. Che tecnologia!
Silvia quando mi ha
visto arrivare da tutta altra parte rispetto all’hotel mi ha guardato
in maniera molto strana, ma poi le ho spiegato tutto e si è fatta una
risata.
Lasciando la macchina in divieto di sosta per qualche minuto siamo andate
a portare le valigie in stanza.
La camera era molto carina, non il solito bettolino…
Beh una volta tanto avevamo trovato qualcosa di economico che fosse anche
carino.
La città era nostra!
Anche se ormai era ora di cena… e dovevamo ancora trovare parcheggio.
Ci siamo rassegnate a mettere la macchina in un silos a pagamento e abbiamo
iniziato la ricerca di un ristorante un po’ caratteristico.
“Questo?!”
“No… troppo raffinato”
“E questo?!”
“Mmmm cucina italiana, non mi sembra il caso.”
Gira che ti rigira abbiamo scelto una trattoria che esponeva cartelli che
pubblicizzavano un menù turistico a base di fonduta e qualcos’altro
di non ben identificato.
Il locale era molto accogliente e la cameriera ci ha consigliato un vino “muy
bueno”.
La fonduta ci è stata servita in una ciotola posata su un fornellino
a gas. 
La pietanza non ben identificata invece era un piatto di carne con patate
al forno e verdure strane.
Silvia era dubbiosa: “Per me sono rape bianche…”
“Mmm secondo me sono asparagi.. non hai detto che ti hanno fatto schifo?!”
Mentre guardavamo la lista per scegliere il dolce ci siamo accorte che il
prezzo del vino alla spina che avevamo ordinato era 2.5 euro al decilitro!
“Silvia… se il vino costa due e mezzo euro al decilitro e noi
ne abbiamo bevuto mezzo litro…”
“Azz mezzo litro di vino 12 euro e mezzo!!! Te credo che era muy bueno!”
Visto che oramai avevamo sforato dal budget abbiamo ordinato una fonduta di
cioccolato alla frutta.
Era veramente una favola, anche se il conto ci ha leggermente rovinato la
digestione!
Per smaltire un po’ la “fregatura” ci siamo fatte un’altra
passeggiata per il lungolago fino al palazzo del Casinò, quindi siamo
tornate in camera. Era ora di andare a dormire e il giorno dopo ci aspettava
un’intensa giornata di turismo selvaggio.
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