INCONTRO A SAVONA

Domenica 13 aprile 2003
Il risveglio di Silvia non è stato dei migliori.
"Laura mi sento la febbre, mi prendi un termometro??"
Per fortuna la febbre non era molto alta, solo 36.9, però abbiamo detto: "Come inizio non c'è male!!"
Nell'attesa che Silvia si riprendesse le ho masterizzato un cd, e la sua scarsa forma fisica è venuta fuori subito perché non mi sono arrivate infamate mentre ero all'opera.
L'umore di Silvia però è ritornato cupo quasi subito, perché appena entrata in bagno si è accorta di aver perso l'orecchino, lasciato vicino allo specchio la sera precedente.
"Laura non trovo l'orecchino… cavolo! L'unica volta che ne porto uno d'oro, lo perdo! E non era neppure il mio…"
Dopo aver frugato per venti minuti in bagno, scrollando i tappetini e aprendo gli armadietti ci siamo arrese e siamo andate a fare colazione. Fortunatamente Silvia con un po' di zucchero in circolo si è ripresa e dopo qualche sms da panico con Rosy per accordarci sul luogo dell'incontro.. abbiamo deciso che era arrivato il momento di partire alla volta di Genova.
E sì.. perché il treno di Rosy arrivava proprio lì. Appena salite in macchina Silvia che era al posto del navigatore mi ha chiesto: "Che strada facciamo?"
"Quella tutte curve dell'altra volta… vuoi guidare tu?"
"Si è meglio…"
Così dopo neanche un km abbiamo fatto un cambio di posti.
Lungo il tragitto abbiamo chiacchierato e ascoltato la musica, e tutto è proseguito tranquillamente finché non siamo arrivate a Genova. Qui le prime scene da panico all'imbocco della sopraelevata. Abbiamo intravisto un cartello che recava la scritta a caratteri cubitali: "Il sindaco informa……."
Il traffico era incalzante e per evitare ingorghi non abbiamo potuto leggere il resto della frase.
"Che targa hai Racchet??"
"Boh e chi se la ricorda! Forse 741"
"Andiamo benissimo!"
Dopo una decina di minuti la strada a quattro corsie finiva e ci siamo ritrovate per le vie della città. La strada che conoscevo era chiusa al traffico e non abbiamo potuto svoltare.
Silvia a causa della fila di macchine che arrivavano da destra, sinistra e dal centro non ha potuto imboccare la direzione giusta, così ci siamo ritrovate per una mia "geniale" idea davanti alla sbarra di un parcheggio a pagamento.
Silvia non era convinta: "Dove mi fai andare Laura??"
"Non ti preoccupare diciamo al custode che siamo venute qui per girare la macchina!"
"Ma figurati!! Glielo dici tu! Ti cedo volentieri il posto di guida"
Poi Silvia ha avuto un ripensamento e seguendo l'esempio di un tale che se ne andava via in retromarcia, lo ha imitato e siamo uscite dal parcheggio senza troppi danni.
Finalmente dopo qualche acrobazia siamo riuscite a metterci sulla giusta direzione.
Siccome i parcheggi vicino alla stazione erano tutti a pagamento abbiamo approfittato di un largo spiazzo davanti alla banca per parcheggiare la macchina.
Poi tranquille come due angioletti ci siamo dirette verso la stazione senza accorgerci che il guardiano della banca ci stava gridando di fermarci perché non potevamo lasciare la macchina lì ferma.
Ignare di quello che stava succedendo alle nostre spalle siamo andare ad aspettare Rosy al binario. Dopo una decina di minuti abbiamo sentito finalmente annunciare il treno da Firenze, così ci siamo sistemate ognuna vicina a un sottopassaggio. Ovviamente Rosy è scesa dal treno e nessuna delle due si è accorta. E questo nonostante la stazione fosse davvero poco affollata a causa dello sciopero dei treni.
Abbiamo avuto paura che non fosse scesa e per rassicurarci le abbiamo telefonato.
Era scesa… anche dalle scale del sottopassaggio, passandoci davanti al naso senza che ci accorgessimo.
Finalmente quando sul binario non c'era più anima viva l'abbiamo vista e siamo corse ad abbracciarla. Dopo i saluti abbiamo dovuto sbrigare alcune commissioni… del tipo toilette e cambio dei biglietti del treno.
Silvia e Rosy hanno prenotato un eurostar con partenza da Milano che si fermava sia alla stazione di Bologna sia a quella di Firenze.
Quando la bigliettaia ha chiesto: "Fumatori?", Silvia è stata più veloce di Rosy nel rispondere di no.. ma nell'impeto ha lasciato cadere gli occhiali da sole, supercostosi sul pavimento sudicio della stazione.
Finalmente potevamo ritornare alla macchina e dirigerci verso Savona. Appena arrivate al parcheggio ci siamo "beccate" il caziatone del guardiano. Per fortuna non ci ha fatto multe ma si è limitato a darci qualche infamata.
Silvia si è messa alla guida e con molti dubbi abbiamo trovato la strada per Savona, probabilmente allungando di un bel po' il percorso.
Chiacchierando siamo arrivate in brevissimo tempo a destinazione e dopo essere state attratte come delle calamite dal porto… abbiamo trovato parcheggio vicino alla fiera, dove avevamo pensato di andare a mangiare. Anna ci ha detto che ci avrebbe raggiunte nel pomeriggio.
Arrivate all'ingresso della fiera abbiamo sborsato 5 euro per entrare ma ci siamo accorte che tutti tranne noi entravano gratis. La sfiga era sempre in agguato. Silvia mi ha infama, perché secondo lei avrei dovuto procurarmi dei biglietti omaggio..
Dopo un giro di perlustrazione dove abbiamo assaggiato vari tipi di salumi, ci siamo imbattute in uno stand gastronomico di cucina romagnola. Così guidate dalla fame ci siamo sedute ai tavolini in attesa che il cameriere ci portasse la lista.
Rosy ci ha guardato sconcertata: "Ragazzeeee! Ma anche qui non si può fumare???"
E già perché durante il viaggio Genova - Savona abbiamo messo il divieto di fumare in macchina! Come al nostro solito ci siamo date da fare con il cibo ordinando tortellini, grigliata di carne e dolci vari.
Durante il pranzo non sono mancate le risate e le battute. Poi verso le 15 abbiamo chiamato Anna per dirle che noi saremmo dovute partire verso le 17.
Ci ha raggiunte dopo 10 minuti.
Per uscire dalla fiera si doveva seguire un percorso obbligato che passava, guarda caso, davanti al banco dei cannoli, così nel tragitto ci siamo lasciate tentare dai dolci e abbiamo fatto il bis.
Arrivate all'uscita abbiamo subito visto Anna, che ovviamente è corsa incontro a Rosy per salutarla. Lascio alla vostra immaginazione il loro primo incontro (e fatevi i fatti vostri no!??!??!??!?!?).
Anche io e Silvia ci siamo fatte i fatti nostri perché dopo due minuti Anna ci ha gentilmente detto che ci avrebbe offerto un caffè dopo aver trascorso un'oretta di tempo da sola con Rosy.
Così io e Silvia siamo state di nuovo cataliticamente attratte dal porto.
Dopo aver rischiato di rimanere intrappolate nella cabina di sicurezza del bancomat, abbiamo deciso di fare una passeggiata e di approfittare del tempo a disposizione per andare a comprare un pensierino per Rosy. Dovevamo trovare un regalo adatto ad essere trasportato in Iraq. E infatti già al mattino avevamo fatto qualche domanda di indagine per vedere cosa si sarebbe portata in viaggio.
Per nostra fortuna, e per sfortuna di qualcun'altra (ihihihi) abbiamo trovato un negozio aperto.
Abbiamo comprato un pigiama azzurro con pantofole annesse. Diciamo che non c'era molta scelta e quel negozio è stato l'unico che abbiamo trovato sulla nostra strada. E in quel momento il proverbio "è il pensiero che conta" è diventato la frase della giornata.
Poi dopo aver scattato qualche foto al nostro habitat naturale (il porto) e avere fatto la classica imitazione della statua simbolo della città, abbiamo trovato in un vicoletto un negozio di articoli da regalo, per cui abbiamo approfittato per comprare un pensiero anche ad Anna.
Ovviamente non potevamo essere troppo gentili per non perdere la nostra fama di grezzone e abbiamo scritto una dedica che ci è anche costata il caziatone della padrona del negozio.
"Ehi ma siete proprio cattivelle!!"
Stavamo per finire di scrivere la dedica quando ci ha telefonato Anna per dirci che era pronta per offrirci il famoso caffè. Siamo tornate verso il luogo dell'appuntamento e ci siamo fiondate subito in un bar prima che la nostra amica cambiasse idea.
Tra risate e battutine abbiamo consegnato i regali.
Anna era in imbarazzo, ma poi si è ripresa leggendo le infamate che le avevamo scritto nella dedica. Rosy ci ha evitato un brutto momento e ha detto che avrebbe aperto il pacco più tardi.
Anche Anna aveva qualcosina per noi… e ovviamente pure Rosy e Anna si sono scambiate i rispettivi regalini….
Ihihihi e anche qui… fatevi i fatti vostri!
Dopo avere scattato un po' di fotografie ci siamo accorte che si era fatto tardi, per cui siamo tornate al parcheggio. Dopo le ultime foto di rito, abbiamo salutato con molto dispiacere Anna e siamo salite in macchina.
Tanto per iniziare bene il viaggio ho dato una paurosa grattata con la retromarcia, e Anna mi ha guardato inorridita dicendo: "Iniziamo bene!!!"
Rosy era un po' triste e ha consumato un pacchetto di fazzoletti di Silvia subito dopo la nostra partenza. Poi però durante il viaggio a furia di chiacchiere, risate e scene da panico dovute ai miei numeri al volante, si è ripresa.
Silvia mi ha detto di trovare la mia collocazione, ma la raccomandazione non ha avuto molto successo. Anzi questa volta ho fatto i miei numeri anche quando si trattava di scegliere la corsia della viacard per uscire dall'autostrada.
Dopo varie indecisioni mi sono messa in coda a uno sportello e dopo pochi secondi come per magia si è accesa la spia rossa che indicava che era stato chiuso.
Così abbiamo dovuto innescare la retromarcia e scegliere un altro posto per pagare il pedaggio. Per fortuna eravamo arrivate a Milano un'ora prima. Restava da percorrere un breve tratto di metropolitana prima di arrivare in stazione centrale.
Dopo esserci picchiate prima con il distributore automatico di biglietti e poi con l'obliteratrice siamo finalmente riuscite a salire sul mezzo di trasporto.
La metro è partita in orario, ma dopo pochi metri gli inconvenienti sono ricominciati.
Un tizio che era in piedi davanti a me ha perso l'equilibrio e mi è finito in braccio, poi con molta nonchalance si è seduto sul sedile accanto al mio e ha tirato fuori un brandello di giornale stracciato e bucato e ha iniziato a leggerlo con aria molto professionale.
Noi facevamo di tutto per trattenere le risate. Oltretutto Silvia aveva seri problemi di incontinenza e non riusciva a trovare la posizione adatta per attutire lo stimolo.
Il viaggio da incubo è continuato quando una signora non è riuscita a scendere in tempo alla sua fermata e ha avuto la brillante idea di tirare il freno di emergenza.
Così siamo rimaste bloccate per una decina di minuti.
Silvia era diventata minacciosa…: "Se perdo il treno per quella lì…!!!" Per fortuna dopo poco è arrivato l'addetto allo sblocco del freno e la metro è ripartita.
In stazione dopo esserci assicurate che il treno per Firenze non era stato soppresso all'ultimo momento abbiamo fatto gli ultimi acquisti e poi ci siamo dirette al binario.
Sono salita sull'eurostar anch'io per salutare le mie amiche e prima che arrivasse il momento della partenza, io e Silvia abbiamo convinto Rosy ad aprire il pacco, tanto per sdrammatizzare il momento dei saluti con qualche risata.
Poi gli ultimi abbracci… Sono scesa dal treno e l'ho guardato partire, salutando dal finestrino le due pazzerelle.

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