13 settembre 2003
Pochi giorni dopo il compleanno di Rosy eccomi di nuovo in viaggio per la
Romagna per unirmi ai miei amici nei festeggiamenti.
Il giorno del compleanno di Rosy, Silvia, Rosy e Zeus si erano riuniti per
festeggiare con una cenetta a base di braciole..
(cibo
preferito da Alex), vinello e pinzimonio. Ma meglio che non mi faccia troppo
gli affari loro e racconti dal punto in cui mi sono unita alla compagnia,
onde evitare di combinare qualche casino anche in forma scritta.
Dato che era estate e il tempo lo permetteva ho deciso di prendere la Punto
e andare in Romagna in macchina.
Tra vari sorpassi con il morbo, un po' di incertezze, qualche coda, qualche
uscita fuori programma al casello sbagliato, e un paio di telefonate a Silvia
per farmi ripetere la strada, in circa 4 ore e mezza sono arrivata a casa
di Silvia, dove lei e Faby mi stavano aspettando per pranzare.
Silvia aveva preparato un buon pranzetto, come sempre da brava cuoca qual
è, e dopo aver assaporato ogni pietanza, tra allegre chiacchiere con il suo
babbo, sono arrivati i primi danni e le prime scene da panico.
Mi sono offerta di preparare il caffè, e memore di una volta in cui usando
il suo dosacaffè in maniera non del tutto corretta ne avevo sparso mezzo chilo
sul lavello e per tutta la cucina ho precisato:
"Non ti preoccupare questa volta ci sto attenta!!! Ho capito come si fa!"
"Si Laura, basta che dai un giro completo alla levetta e vedrai che la caffettiera
si caricherà completamente".
"Non ti preoccupare…"
Detto fatto, dopo un secondo un altro mezzo chilo di caffè era sparso per
tutta la cucina, e non contenta per controllare cosa non aveva funzionato,
ho girato l'infido dosatore dimenticandomi di richiudere il coperchio, in
modo che il resto del contenuto si è andato ad aggiungere alla montagnola
di polvere di caffè già caduta.
"RACCHETTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTT!!!!!! Dai non ti preoccupare ora lo recupero"
"Osp non ho capito cosa è successo, sorry.."
Nel frattempo, tra una battuta e l'altra è arrivata la mamma di Silvia e ci
siamo messe a ridere e scherzare anche con lei. Ci ha prese in giro per la
nostra lentezza nel prepararci e lei e Faby mi hanno chiesto se avevo un altro
paio di pantaloni da mettere oltre a quelli che avevo già indosso. Al che
ho tirato fuori dallo zaino un paio di panta-jazz azzurri con la riga bianca,
un po' troppo corti, che hanno suscitato un sacco di risate.
In quel momento ci starebbe stata bene un'altra sfilata ma il tempo non era
molto dato che Rosy e Zeus ci stavano aspettando a Lido di Savio per andare
a trascorrere insieme il pomeriggio a San Marino.
Prima di uscire di casa ho fatto ancora in tempo a far cadere una pila di
cd che Silvia teneva vicino alla finestra.
"Ragazze usciamo, prima che Laura mi distrugga la casa!"
Visto che la mitica Punto era disponibile, abbiamo preso quella, e Silvia
si è messa alla guida.
"Mi fa strano guidare la tua macchina da queste parti…."
Dopo pochi minuti, in una curva dalle parti di Forlimpopoli, abbiamo visto
arrivare nella corsia opposta una moto a tutta velocità. Proprio in quell'istante
un'auto usciva da una stradina laterale.
Tutto è successo nell'arco di pochi secondi.. uno schianto, il motociclista
che volava e ricadeva a terra, Silvia che inchiodava e sterzava bruscamente
per evitarlo, pezzi di moto che schizzavano da tutte le parti. Il ragazzo
è rotolato per qualche metro, ma per fortuna si è alzato ed ha raggiunto un
piccolo spiazzo sul bordo della strada.
Il peggio era passato. Ma lo spavento è stato tanto.
Abbiamo chiamato l'ambulanza e la polizia stradale, e abbiamo atteso per fornire
la nostra testimonianza sull'accaduto.
Silvia si è offerta di raccontare l'accaduto alla polizia e dopo circa un'ora
di "stress" e di inalazioni di gas di scarico siamo riuscite a ripartire per
Lido di Savio. Rosy e Zeus ci stavano aspettando all'hotel ed erano un po'
preoccupati.
Infatti dopo averci abbracciate e ascoltate ci hanno accompagnato a comprare
una decina di bottiglie d'acqua per rifarci dallo spavento. Tra una chiacchiera
e l'altra ci siamo avviati verso San Marino.
Silvia ben presto ripresasi dagli avvenimenti di poco prima ha ripristinato
la guida sportiva alla Shumy, Rosy ha iniziato a elencarci titoli di film
in inglese con l'accento toscano, e noi ci siamo goduti le scene capottandoci
dal ridere. Appena arrivati a San Marino abbiamo parcheggiato la macchina
vicino alla funivia e siamo saliti al borgo con questo mezzo di trasporto.
L'idea iniziale era di "buttare" giù Zeus una volta arrivati al punto più
alto, ma poi ci siamo trattenute… ihihihih…
La funivia ci ha portati proprio in cima alla rocca, e la via che abbiamo
imboccato per prima era piena di negozietti di souvenir, orologi, profumi,
gadget di ogni tipo. Rosy ha avuto la "splendida" idea di fare uno strano
gioco, dove tutti insieme si faceva una colletta per fare il regalo ad un
altro.. così nel giro di un'ora abbiamo fatto felici una buona parte dei negozianti
di quella via e speso un sacco di soldi.
Però devo ammettere che il gioco è stato davvero divertente. La scena più
buffa è stata quando siamo entrati in un negozio di orologi e Rosy ha chiesto
alla commessa:
"Uno con un po' gioco…."
"Stia tranquilla signora, questo fa anche fuorigioco e fallo!"
Inutile dire che siamo dovuti uscire di corsa dal negozio per evitare di scoppiare
a ridere. Dopo aver scattato qualche foto di gruppo rompendo le scatole a
una famigliola di passaggio, abbiamo dovuto levare le tende perché si stava
facendo tardi e non volevamo perdere l'ultima corsa della funivia.
Tornati al parcheggio Silvia ha ripreso il suo posto alla guida e ci ha fatto
scendere dalle alture di San Marino a tutta velocità, cantando a squarciagola
canzoni di Ligabue, mentre noi ci preoccupavamo di mantenerci dritti sui sedili.
A un certo punto ho chiamato i box della Ferrari per dire che ben presto ci
sarebbero servite delle gomme di ricambio. 
Siamo arrivati in un batter d'occhio al ristorante dove avevamo prenotato
per la serata. Pioveva a dirotto, così ci siamo subito affrettati ad entrare
e a sistemarci al nostro tavolo.
Il "simpaticissimo" cameriere è venuto a prendere le prenotazioni e ha iniziato
a fare un sacco di battute, e piccoli scherzi. Dopo aver mangiato piadine,
stuzzichini, carne alla brace e la mitica fiorentina al sangue, e bevuto forse
un po' troppo vino, sono iniziate le scene da panico.
Zeus è andato a baciare una futura sposa che stava dando una festa di addio
al nubilato, io ho iniziato a dare un po' troppa confidenza al cameriere,
Faby si scolava un limoncello dietro l'altro, Rosy ballava in piedi sul tavolo,
e Silvia soprassedeva alla situazione sempre in ordine senza un capello fuori
posto come una vera donna di classe. Poi ci siamo lanciati tutti nelle danze,
cantando e facendo balletti vari, e finalmente allo scoccare della mezzanotte
il dee-jay ha gradito:
"Tanti auguri a Zeus!!"
e
si è fatto avanti il cameriere con la torta e una bottiglia di spumante.
Il festeggiato ha spento le candeline e si è fatto una foto con ognuna di
noi, anche se come al solito, abbiamo avuto qualche problema tecnico con il
flash e le immagini immortalate sono rimaste solo un bel ricordo nelle nostre
menti.
Al momento di tagliare il dolce, Silvia ha fatto le parti un po' sproporzionate,
facendo 4 fette uguali per lei, Rosy, Faby e Zeus, e una fetta enorme per
me, che corrispondeva a circa la metà del dolce. Siccome ero un po' avanti
con il vino, ho preso la mia parte, cercando di non farla cadere, con qualche
mossa da giocoliere del circo e l'ho mangiata tutta, sotto gli occhi stupiti
(o forse nemmeno poi tanto) dei miei amici.
Qualcuno ha detto che ci mancava solo che facessi il giro del locale saltellando,
e visto che la musica era bella allegra e invogliava molto, ho colto l'idea
al volo e l'ho fatto sul serio. Da quel momento in avanti Rosy ha caziato
tutti quelli che cercavano di versare ancora alcool nel mio bicchiere, e la
festa è proseguita sempre fra risa e scherzi con nostro grande divertimento.
Verso le 2.30 del mattino abbiamo smesso di fare casino e siamo tornati a
Lido di Savio.
Poi io Silvia e Faby ci siamo dirette a Predappio dove abbiamo concluso la
serata con pochissime chiacchiere, data la grande stanchezza.
14 settembre |