A ROMA

Tanto per incominciare allegramente la giornata Flavia e Carla verso le 7 hanno iniziato a ridere e fare casino svegliandoci forzatamente. Il trauma del risveglio è stato accentuato dal pensiero dell'assenza del bidet, e dagli sforzi mentali fatti per trovare un'alternativa adeguata alla sostituzione di questo utilissimo sanitario. C'era chi proponeva di mettersi a 90 gradi sotto la doccia e chi preferiva lavarsi di nuovo per intero. Alla fine ognuno ha risolto come ha potuto, e tutte e quattro ci siamo dirette in cucina per la colazione. In realtà nessuno (tranne me ovviamente) aveva fame. Così mi sono spazzolata un panino alla marmellata incurante delle risate di Flavia che diceva che avevo uno sguardo famelico mentre spalmavo la marmellata sulla rosetta.
Prima di incamminarci verso San Pietro siamo andate in un negozio di alimentari a comprare i panini per il pranzo, poi abbiamo preso la metropolitana verso la Basilica. Il tempo era bellissimo e anche grazie a questo il colonnato e la chiesa ci sono sembrati stupendi. San PietroMentre facevamo la coda per salire sul "cupolone" abbiamo conosciuto un ragazzo veneto di nome Franco che ci ha tenuto compagnia per buona parte della mattinata. Dopo tutti quegli scalini ci siamo guadagnate il pic-nic e siccome non avevamo tempo di aspettare ci siamo sedute fra un paio di colonne di Piazza San Pietro e abbiamo dato l'assalto ai panini. Prima di alzarci dalla nostra postazione abbiamo scritto le cartoline falsificando varie firme tra cui quella di Marina e quella del Papa (divertentissima cartolina per la nostra Sorelaaaa Fabyyy). Flavia ci ha di nuovo sgridate perché per andare a spedire le cartoline ci siamo allontanate troppo.
Il tour è continuato con una passeggiata fino a Castel Sant'Angelo. Da qui abbiamo cercato un autobus che ci portasse sul colle del Gianicolo. Ovviamente arrivate ad un incrocio a tre strade, abbiamo sbagliato due volte strada prima di imboccare quella giusta dove c'era la fermata dell'autobus.
Flavia ci ha fatte morire dal ridere in quanto non riusciva a timbrare il biglietto, visto che l'obliteratrice era un gioiello della tecnologia molto complicato. Inoltre ci voleva far credere che stava facendo finta di non timbrare per prendere tempo, per far sì che noi potessimo scendere dall'autobus senza avere convalidato i nostri biglietti.
Io e Silvia le abbiamo detto di tutto e siamo anche partite con il jingle delle "Iene". Arrivate al colle siamo scese e abbiamo iniziato la nostra passeggiata, subito interrotta da uno pseudo volo di Flavia per le scale. Dopo avere scattato varie foto ai panorami, abbiamo fatto pausa merenda con un birrozzo pomeridiano. La giornata non era finita e per non perdere l'allenamento abbiamo fatto ancora una lunga camminata sul lungo Tevere dove io e Silvia ci siamo preparate uno scherzetto da fare a Flavia e Carla durante la notte. Arrivate a Trastevere Flavia con orgoglio ci ha mostrato la famosa trattoria di Sora Lella. Santa Maria in TrasteverePoi camminando come una reduce di guerra ha lanciato l'idea di fare una sosta al bar per un aperitivo. Noi non abbiamo colto l'idea. L'unica tappa è stata alla bellissima chiesa di Santa Maria in Trastevere.
Erano quasi le 18 e dovevamo rientrare al bettolino perché di lì a poco Laura ci sarebbe venuta a prendere. Abbiamo preso un autobus a caso e ci siamo ritrovate dopo una mezzora a farci le foto davanti alla Piramide. Per fortuna c'era una fermata della metropolitana che ci ha portate alla stazione.
Al bettolino mentre aspettavamo Laura ci siamo fatte una doccia rinfrescante.
Qui si sono susseguite alcune scene da panico. Visto che nelle docce non c'erano attacapanni, io e Silvia ci siamo organizzate in modo che una aspettava fuori con i panni in mano e l'altra chiedeva l'occorrente attraverso uno spiraglio della porta. Tutto bene il nostro metodo era perfetto e Silvia, acrobata pronta per il circo è anche riuscita a mettersi i collant. Flavia invece, non ha avuto la pazienza di aspettare Carla per imitare la nostra organizzazione, per cui è andata a fare la doccia da sola con una montagna di panni.
Appena ha chiuso la porta Silvia le ha fregato le ciabatte. Poveretta, quando è uscita dalla doccia la sua prima frase è stata: "Dove cazzo sono le ciabatte?!" E Silvia con una faccia angelica e un sorriso a 32 denti le si è parata davanti indossando le sue ciabatte e dicendo: "Scherzetto!".
Poi non contenta ha aggiunto. "Flavia ma come sei messa??". Certo perché Flavia era avvolta nel pareo, e lo teneva issato fino alle ascelle. Flavia ha ricominciato con i suoi borbottii "grrrrr… mmmmm.. io non ho mica il servetto che mi tiene i panni!". Sempre ringhiando si è chiusa in bagno, ma Silvia la continuava a tormentare gridando: "Oh Flavia!!!" Dalla porta del bagno giungevano i "ringhi" di Flavia. "grrrrr… mmmmm… la prossima volta non mi vedete!" oppure "grrrrr… mmmmm… col cavolo che la prossima volta vengo ancora!". Terminate queste scene da panico siamo andate a prepararci in camera.
Il caso ha voluto che Laura arrivasse proprio mentre mi stavo tirando indietro i capelli bagnati - modello spaghetto barilla scotto - sulla testa. Silvia si è vergognata per me e mi ha detto: "Miii così ti presenti a una che non ti conosce? Te prego!! Nun te se può guardà!". Laura, invece non ha fatto troppo caso al mio aspetto o almeno non lo ha dato a vedere.
Appena arrivata abbiamo potuto constatare la mostruosa "somiglianza" fra lei e Silvia. C'è da precisare che Flavia continuava a insistere che le due si somigliassero, allora per prenderla in giro abbiamo detto che era il caso di fare una foto per la Settimana Enigmistica e proporre un nuovo gioco "trova le differenze".
Ovviamente se non si era capito qui ci starebbe bene la mitica frase di Johnny Stecchino: "Nun me somiglia pè gniente!!".
Laura, carinissima, ci ha portato un regalino, un po' meno carina è stata quando ci ha detto per 3 volte di fila: "Apritelo e se ce l'avete già nun me ne potrebbe fregà de meno!!"
Si trattava di un bellissimo braccialetto con il nostro nome.
Visto che era quasi ora di cena Laura ha detto che ci avrebbe portato in una trattoria di Trastevere. Appena salite sulla sua macchina ci ha stupito con una frase molto raffinata, porgendomi la sua borsetta mi ha detto: "arrescg". Io e Silvia ci siamo guardate e già ci scappava da ridere. Poi è partita sgommando, e ha incominciato a guidare all'impazzata nel traffico di Roma. Come se non bastasse c'erano tutti i finestrini aperti e a noi sedute sul sedile posteriore arrivava una "zerda" allucinante. La povera Silvia inoltre mi ha dovuto sopportare mentre le indicavo dal vetro tutti i monumenti di Roma. Prima picchiettavo con un dito sulla sua spalla per richiamare la sua attenzione e poi picchiettavo con lo stesso dito sul vetro del finestrino per indicare monumenti che altrimenti sarebbero passati inosservati tipo "l'altare della Patria" o il "Colosseo". (ovviamente è tono ironico!! Li aveva visti benissimo e infatti mi ha infamato dicendomi: "Bastaaaa Racchettt!! Fra un po' c'è il buco in quel vetro!!").
Laura sentendo le nostre continue risate ci ha battezzato: "Perfide".
Finalmente dopo il tragitto in macchina e un breve giro a vuoto per le vie di Trastevere abbiamo trovato una trattoria molto carina. I camerieri erano più gentili di quella della sera precedente, l'unico particolare raccapricciante è che a quello che serviva noi mancavano qualche dente e qualche dito, aveva le unghie nere e le ascelle pezzate. Inoltre c'era un cantore che "nun se poteva sentì" e che ci ha dedicato un intero repertorio di canzoni in romanesco. Silvia lo guardava in cagnesco mormorando fra i denti: "Se entro 5 minuti non la smetti di cantare ti spacco la chitarra in testa!".
La pasta di Silvia è arrivata con un'ora circa di ritardo … ma nel frattempo ci siamo divise la mia da buone sorelle. Io poi per non sprecare niente mi sono sacrificata mangiando tutto quello che era avanzato nei vari piatti. Ho spazzolato anche il crem caramel di Carla che a lei, per mia fortuna, non piaceva. Dopo avere mangiato e bevuto mi sono lanciata in uno dei miei "triiiaaaauu" e laura che mi aveva appena conosciuto ha chiesto a Silvia: "Ma è ubriaca?" e Silvia: "No, no è così di natura." Allora Laura ha commentato: "Ho capito è scema de suo!".
I camerieri sempre molto efficienti hanno impiegato circa tre ore per portarci il conto, ma ci hanno messo solo 3 secondi per prendere i soldi. Dopo un'ultima passeggiata sul lungo Tevere, Lauretta ci ha fatto fare un altro giro panoramico della città, involontariamente, perché non trovava la strada.
Abbiamo inutilmente di andare all'Hard Rock cafè, ma non ci hanno fatte entrare. Non so se ci hanno viste in faccia, oppure semplicemente c'era una festa privata. Fatto sta che siamo ritornate sconsolate alla macchina con Flavia che non rispondeva al cellulare, che squillava in continuazione, perché diceva che lei ai numeri privati si rifiuta di rispondere.
Anzi diciamo che i suoi commenti allo squillare continuo del telefono erano: "Ac du marun" o quando parlava in italiano invece che in ferrarese: "Che due palle!!".
Arrivate al bettolino, anche se eravamo stanche morte abbiamo deciso di collegarci per una mezzora a Internet, per vedere se c'era qualcuno in chat. Carla non ce l'ha fatta ad accompagnarci ed è andata a letto.
Non contente al termine della chattata ci siamo anche guardate la replica di "Saranno Famosi". Poi tornate in camera abbiamo svegliato la povera Carla con la torcia di Flavia che nel frattempo si anche scaricata. Infine, quando era silenzio e sembrava che tutte stessero dormendo, io e Silvia abbiamo messo in atto lo scherzetto preparato nel pomeriggio che consisteva in una serie di rumori inconsueti fatti con la bocca. Inutile dire che siamo morte dal ridere.


Torna all'inizio