Sabato
12 febbraio 2005
Sabato
mattina… il Carnevale è già passato da una settimana,
ma a Predappio lo festeggiano con 7 giorni di ritardo e in programma c’è
una festa in maschera a Villa Pandolfa, una spettacolare dimora dallo stile
settecentesco che c’è sulla strada per andare a Forlì.
Arrivo a Forlì come al solito all’ora di pranzo e Silvia mi viene
a prendere in stazione. È puntualissima, e il mio treno, strano ma
vero ancora di più!
Chiacchierando e raccontandoci le ultime novità ci dirigiamo verso
casa, dove pranziamo e ci prepariamo per un po’ di shopping pomeridiano.
Dopo aver acquistato il regalo per il compleanno di Carla, girato per profumerie,
negozi di vestiti e di bigiotteria, fatto merenda con una crepes e una macedonia,
andiamo in un negozio di giocattoli per farci venire qualche ispirazione per
i costumi della serata in maschera.
Veniamo attratte dagli eccentrici abiti da can-can girl e Silvia vorrebbe
convincermi ad acquistarne uno, ma alla fine dopo qualche risata cerchiamo
qualcosa di meno eccentrico.
Silvia dopo qualche indecisione opta per un vestito da chirurgo, con tanto
di mascherina, calottina, specchietto finto che spruzza acqua. Io che mi sono
portata da casa una camicia a quadri di mio fratello, scelgo barba, baffi
e orecchie finte. Ho intenzione di mascherarmi da montanaro.
Ci dirigiamo subito verso casa.. non vediamo l’ora di fare le prove
generali.
Iniziano le prime difficoltà in quanto non riesco a mettere su le orecchie
finte, cascano o stanno storte. Dopo vari tentativi finalmente riesco a farle
stare almeno per il tempo di farmi prendere un po’ in giro da Silvia
e dal suo babbo, e per fare la consueta foto di rito.
Silvia invece fatica a rimboccarsi il vestito che nonostante la taglia M è
enorme.
Dopo aver scattato un’altra foto con tutti gli orpelli attaccati, andiamo
a casa di Laura, la cugina di Silvia, a completare i preparativi.
La ragazza è già mascherata da tirolese ed è carinissima.
Oltre al costume originale comprato da Antonella durante una vacanza in montagna,
sfoggia una borsa di paglia con appesa una mucca di peluche.
In attesa dell’arrivo di Sandro Laura ci aiuta a completare i nostri
travestimenti: attacca svariati cerotti sulla divisa di Silvia e a me presta
un cappellino per rendere meglio l’idea del montanaro.
Anche Sandro è vestito da tirolese, con tanto di fiaschetta di vino,
presa in prestito da Silvia e pon pon di lana preparati nel pomeriggio da
Laura.
Quando Giorgio e Antonella arrivano a salutarci si sganasciano dalle risate,
soprattutto alla vista delle mie orecchie finte, che sono la chicca del travestimento.
Laura dice che sembro un troll, ma Silvia che come sempre è in vena
di complimenti mi assicura che non sembro né un montanaro né
un essere di fantasia: “Sembri proprio una deficiente!” Anzi in
sovrappiù infilo nel taschino un finto boccale di birra di peluche
che canta in tirolese e rutta.
Anche lei però tanto furba non sembra con i cerotti sul culo, mezzi
staccati e lo spruzzino che spenzola dalla testa. Alla fine decide di lasciarlo
a casa. Però si attacca al braccio una enorme siringa di plastica,
fissandola con della garza. Io nonostante le difficoltà tecniche non
rinuncio alle orecchie e alla barba finta, e le attacco con un bel po’
di biadesivo, dando sempre più ragione alle affermazioni di Silvia.
Sulle note dell’allegra canzoncina ruttante emessa dal boccale di birra
finto usciamo di casa, sperando che non ci fermino i Carabinieri.
Arriviamo alla festa e subito rimaniamo impressionati dall’eleganza
del viale di ingresso della villa. La villa stessa è spettacolare e
non abbiamo il coraggio di scendere dalla macchina, anche perché dal
finestrino vediamo molte persone in stupendi abiti veneziani che fanno un
figurone vicino ai nostri travestimenti di fortuna.
Ci decidiamo ad avventurarci e all’ingresso della villa un elegante
cortigiano ci annuncia: “Benvenuti a Villa Pandolfa….”
Poi aggiunge: “Dopo mi presti le orecchie?!”
Iniziamo bene…
Lasciamo i nostri cappotti al guardaroba e ci leghiamo al polso il biglietto
di ingresso che è costituito da un braccialetto di stoffa.
Arriviamo nel salone principale e notiamo subito il magnifico buffet ricco
di squisitezze.
La compagnia è un po’ attempata, ma confidiamo nel fatto che
i giovani di solito sono un po’ ritardatari.
Iniziamo a mangiare e dopo un primo giro di succo di frutta attacchiamo con
il gustoso Sangiovese di Romagna, prodotto e conservato nelle cantine della
villa.
E come dice Silvia: “il gusto ci guadagna!”
Le maschere presenti alla festa sono davvero belle, e per fortuna oltre agli
eleganti abiti settecenteschi iniziano ad arrivare personaggi dai vestiti
più pittoreschi.
Un tizio è tutto bendato con pancere e fasce elastiche e ha in testa
un passamontagna, e due amici sono in vestaglia con parrucche in testa e con
appeso al braccio un cestino da cui tirano fuori panini al salame.
Iniziamo a scattare le foto nelle posizioni più impensate. Il top lo
raggiungiamo quando Silvia finge di fare una puntura al mio orecchio finto.
Poi calano le luci e si inizia a ballare.
Ci lanciamo subito in trenini, balletti tirolesi, scherzi e salti.
Sandro ogni tanto va a prendere il vino e poi usando la siringa di Silvia
finge di spararcelo in vena, oppure di versarcelo in gola direttamente dalla
fiaschetta.
Io inizio a perdere i pezzi.. prima un orecchio, poi l’altro, poi la
barba.
Dopo un po’ mi ritrovo la garza di Silvia legata intorno al collo, Sandro
ha la siringa di Silvia nello zaino, Laura si rovescia il vino sulle calze
bianche e sbatte per scherzo la siringona sul braccio dolorante di Silvia
che è reduce da un vero prelievo del sangue.
La ragazza vede le stelle, ma la prende in ridere. Anche lei ha stelle filanti
intorno al collo.
Io improvviso uno spogliarello e mi tolgo la camicia a quadri.. ma non vi
preoccupate sotto ho altre due maglie, tanto che Silvia non si lascia scappare
la battuta: “Ma dove credevi di andare!? Al Polo Nord?!”
Iniziamo anche a cuccare.
Prima un messicano ultrasessantenne che Silvia dice che puntava me. Per me
puntava tutte e due, ma la mia amica insiste nel precisare: “A ognuno
le sue cose!!”.
Poi arriva un torero bellissimo… anzi strafigo. E questo punta decisamente
Silvia, tanto che nel presentarsi le pesta un piede.
Lei però non lascia da parte la sua “grezzaggine” nemmeno
questa volta e gli intima: “Rifacciamo da capo.. Ritorna da dove sei
venuto e ripresentati!”.
Così si fa il replay della scena, questa volta senza intoppi: “Ciao,
sono Fabrizio.”
Da questo momento la perdiamo.
Dopo un po’ il torero va a fare un giro e Silvia torna fra noi…
ma Sandro lo va a cercare per fargli una foto insieme a Silvia. Intanto il
vocalist orrido e brizzolato ogni volta che passa vicino a noi si ferma per
baciarmi, con disappunto di Silvia, abituata a cuccare strafighi.
Io prendo su, questo passa il convento.. per ora!
Arriva un medico, collega di Silvia e anche lui vuole fare una foto con lei.
Il torero appena si accorge che la sua conquista della serata balla con un
altro torna all’attacco e Silvia molla il collega all’istante.
L’amico del torero è un gangster che mi invita a ballare e mi
chiede: “Ma chi sei? Dov’eri prima?”
“Non mi riconosci perché ho perso le orecchie….”
Dopo queste esilaranti scenette ci concediamo una pausa, e io faccio rifornimento
al buffet di una bottiglia di Sangiovese, che Sandro travasa direttamente
nella fiaschetta.
Il torero si unisce a noi, ma soprattutto a Silvia, che è molto felice
di ciò.
Torniamo a ballare, tutti tranne Silvia e Fabrizio, che decidono di approfondire
la conoscenza con due chiacchiere ravvicinate.
Per via del rumore… cosa pensate?!!!!!
Alle tre decidiamo di tornare a casa, ma la serata non è finita.
Ci tratteniamo un po’ per fare il giro del giardino della villa e iniziamo
a discutere per trovare la macchina.
Sandro dice: “è nel viale..”
Ma noi ragazze non siamo d’accordo: “E’ nel piazzale.”
E Sandro: “Se avete torto vi togliete le mutande!!!”
Appena pronunciata l’ultima frase un gruppo di gangster si unisce a
noi dicendo che le mutande le possiamo togliere in ogni caso, al massimo la
macchina si sposta.
Approfitto di questi discorsi senza senso per approfondire la conoscenza con
chiacchiere ravvicinate con un gangster molto molto carino.
Poi visto che si è fatto veramente tardi decidiamo di lasciare la villa,
e proviamo a svegliare Andrea, che non era presente alla festa per via della
febbre, con una telefonata.
Il nostro amico però non ci risponde. Così concludiamo la serata
con una tappa alla tavernetta di Laura e raccontiamo le scene divertenti della
festa ad Antonella, che era ancora sveglia.
Torniamo a casa di Silvia verso le 4 del mattino, e la simpaticona approfitta
per darmi un altro caziatone prima di addormentarsi e continua anche in sogno.
Almeno così mi ha raccontato al suo risveglio il giorno dopo.