25 Aprile 2005
Il risveglio è più dolce rispetto al giorno precedente.
E le mie amiche mi infamano perché ho una “grande idea”
subito di prima mattina.
Carla poi sfoggia la sua solita gentilezza: “Rac con quei pantaloni
hai un metro di mutanda fuori..”
Dopo queste frasi carine scendiamo a colazione e si ripete il banchetto del
giorno precedente con tanto di uovo crudo.
Il programma della giornata prevede la visita della cittadina di Vienne, poco
distante da Lione.
Carichiamo i bagagli in macchina e... ops la macchina non dà segni
di vita.
E dire che è nuova.
E ora che si fa? Io e Faby saliamo nella hall per chiedere aiuto.
“Help! The car don't start. Pheraps the battery is out of charge, have
you the cavetts?”
Non credo proprio che i cavetti della batteria si chiamano cavetts, però
mi aiuto mimando il gesto di caricare una batteria. Faby si trattiene dal
ridere..
La signorina mi fa capire che va a chiedere. Nel frattempo arriva la collega
della signorina che mi chiede se ho bisogno..
“I have just speak with your collegh”
A questo punto Faby non si trattiene più dal ridere, deve uscire dalla
hall.
“Ah ah ah the collegh!!!!”
Purtroppo nonostante i miei sforzi linguistici il risultato è che all'albergo
non hanno i cavetti.
Andiamo in garage ad avvertire Andrea e Silvia che occorre telefonare al numero
verde per l'estero e saliamo tutti insieme nella hall.
Mi allarmo subito: “Oddio la tipa con cui ho parlato prima non c'è
più.
Mi tocca rispiegare tutto.”
I miei amici mi incoraggiano così ricomincio con la mia spiegazione
in simil-inglese:
“The car don't start!”
Andiamo bene, la signora non capisce l'inglese..e cosa ci fa alla reception
di un albergo?!
Non mi arrendo magari sa l'italiano:
“L A M-A-C-C-H-I-N-A N-O-N P-A-R-T-E”
Silvia ride “Brava, brava.. scandisci!”
Riusciamo a spiegarle che vorremmo chiamare il numero verde.
Oh! Finalmente compone il numero e mi passa la cornetta. “Sì
ma questi parlano in Francese.”
Gliela restituisco di corsa. “Speak you!” La tipa sbuffa.
Alleluia. Dopo una veloce spiegazione le passano la sede di Milano e finalmente
riusciamo a parlare civilmente con qualcuno che ci capisce e chiamare il carro
attrezzi.
Ci dicono che entro mezzora sarà lì.
Così mentre Andrea lo aspetta noi andiamo al supermercato a fare la
spesa.
Il giro è istruttivo perché scopriamo che le famose cravatte
di Silvia sono gamberoni.
Facciamo rifornimento di affettati, bibite e baguette per il pic-nic. Io mi
compro anche un po' di scatolette di autentico patè francese.
Quindi raggiungiamo il nostro amico e poco dopo arriva il nostro soccorritore.
È un giovane simpaticissimo che parla anche un po' di italiano.
Per fortuna the cavettes bastano per far resuscitare la batteria, anche se
Andrea nel passare la torcia al meccanico, non si sa come, riesce a far scaricare
anche quella.
Ora che tutto funziona possiamo ripartire. Per l'occasione cantiamo una canzoncina
di nostra invenzione: “Quando la pioggia finiràààà
la macchina si romperàààà... Fron fronfronfron
M!”
Fra una rima baciata e l'altra ci avviciniamo a Vienne.
Quando siamo quasi in città Andrea interpella i suoi navigatori: “Dove
devo andare ora?”
Faby e Carla rispondono: “Destra....”
Ma poi si correggono: “Noooooo non così a destra!”
Insomma i soliti danni..
Una
volta arrivati, prima di iniziare a visitare la cittadina cerchiamo un posto
per il pic-nic.
Allestiamo una casetta con gli ombrelli su una panchina e gustiamo gli ottimi
panini. Il mio é imbottito con il patè francese.
Poi non può mancare la tappa-caffè in un fast-food puzzolente
di fritto.
Ora possiamo iniziare il tour della città.
C'è di nuovo il sole.. il tempo é molto variabile.
Incuranti dei cambiamenti climatici ammiriamo la bella cattedrale, il tempio
di epoca romana ancora perfettamente conservato, i giardini romani.
Silvia non si risparmia le infamate.
Quando posiziono l'autoscatto, la sento dire: “Vedrai se non si mette
proprio davanti a me.”
Nella cattedrale invece inizia a dire che anche lei vorrebbe le vetrate istoriate
in camera. 
È di gusti semplici la ragazza!
Nonostante il delirio che incombe, riprendiamo la passeggiata sul lungo fiume
per andare a fare qualche foto dal ponte.
Non so resistere alla tentazione di fare lo sgambetto a Silvia, ma lei si
gira di scatto e mi lancia un urlo che mi riporta direttamente in camera a
Lione a causa dello spostamento d'aria: “BASTAAAAAAAA!”
Poi vede la mia faccina triste e recupera: “Ahahahahah ahahahahah....dai
scema scherzavo!”
Mi torna il sorriso.
Anche questo ponte è un po' molleggiato e dopo aver ammirato velocemente
il panorama ce ne andiamo a cercare la piramide.
Chiedo a una ragazza.
“Escuse muà.. La Piramid?!”
“Maaaamannnnn!!”
Dai su! non c'è bisogno di chiamare la mamma! Mica ti mangio.
Dopo un po' di giri a vuoto la troviamo, ma non ci sembra poi questo granché.
Manca solo la visita al santuario.
Arriviamo alla meta con la macchina e rimaniamo affascinati dal bellissimo
panorama.
Alcuni passanti ridono per le nostre foto strane. Io per inquadrare meglio
un soggetto metto il piede in una pozzanghera.
Silvia mi trova comica anche quando accendo le candele.
Tra una cosa e l'altra viene l'ora di mettersi sulla via del ritorno, purtroppo.
Così riprendiamo l'autostrada e tra canti, racconti e risate ci avviciniamo
al confine.
Il primo desiderio una volta arrivati in Italia è un buon caffè.
La barista dà subito un'infamata a Carla.
Bentornati a casa!
C'è un cambio alla guida.. È il turno di Silvia-Schumy.
La ragazza ingrana la sesta e spinge l'auto a *** km/h.
“Oh oh ... Guida piano per favore!
C'è lo spostamento d'aria fino a Imola!”
In un batter d'occhio siamo all'autogrill ad Asti.
Scambiamo le ultime battute divorando una pizza e poi si riparte.
Ci dividiamo ad Alessandria. “Sigh... Ma no che sigh!!”
È stata una bellissima gita piena di risate, avventure, simpatiche
scenette.. e tra di noi siamo stati davvero bene. Non si può proprio
essere tristi.
E poi come faccio ad esserlo?
Carla è ancora con me perché si è presa una mezza giornata
libera in più.
E mentre mi appresto a tornare ad Acqui mi infama subito: “E ora vedi
di non sbagliare strada!!”
Anche Silvia ingrana la sesta e riporta in Romagna il resto della compagnia.
Alla prossima avventura!