INCONTRO A FORLI'

Dopo un breve periodo di tranquillità finalmente abbiamo deciso di organizzare un altro dei nostri divertentissimi incontri.
Questa volta sono scesa io a Forlì. E così mentre affrontavo le mie quattro ore di viaggio in treno, Silvia dopo una faticosa settimana di lavoro, ha approfittato per fare una lunga dormita del sabato mattina. È arrivata in stazione con un po’ di ritardo, ma fortunatamente anche il mio treno non era puntuale per cui ci siamo trovate al solito posto nello stesso momento.
Mi sono accorta che Silvia, da brava socia onoraria della telefonia mobile, stava parlando al cellulare con tanto di auricolare.
La sua prima frase è stata: “Ti passo Laura”
La mia prima frase, da brava curiosa, invece è stata: “Chi è?!”
Era Flavia che aveva approfittato di uno squillo di Silvia per farci un salutino.
Silvia appena riemersa dal sonno era molto tranquilla e mi ha accolta senza infamate. Anche il tragitto Forlì – Predappio è stato percorso in tutta calma e per tutto il tratto di strada ci siamo aggiornate sugli avvenimenti della settimana.
Dopo un ottimo pranzetto Silvia mi ha proposto di fare un giro a Forlì. Dal momento che non avevamo la macchina abbiamo deciso che saremmo scese in città con l’autobus. Il caso ha voluto che proprio pochi minuti prima che uscissimo di casa, telefonasse un’amica di Silvia: Marika.
La ragazza ci ha detto che sarebbe passata da Predappio e ci ha proposto di andare in città insieme.
Quando siamo arrivate in cortile abbiamo subito notato che il mezzo di trasporto di Marika era una voluminosissima jeep.
Marika ha subito precisato: “Vi porterei a Forlì, ma purtroppo posso caricare solo una persona, perché il retro serve per il trasporto merci.”
Silvia ha iniziato a infamare la sua amica: “Ma come? Vieni fin qui e non ci dai neanche un passaggio?! Ma come sei messa?!”
Marika si è fatta venire una splendida idea: “Facciamo così: qualcuno sale sul retro, tanto ci sono i vetri oscurati… rischiamo.”
Silvia si è entusiasmata per la bella pensata: “Dai salgo io dietro!!”
Dopo pochi secondi però ha avuto un piccolo ripensamento, mi ha guardata e mi ha detto: “Anzi Racchet vai tu nel cassone!”
Mi sembrava strano!
Sono salita nell’abitacolo e ho steso le gambe sulla moquette del cassone merci. C’era una grata che divideva la parte riservata ai passeggeri da quella per il trasporto merci e non so perché sembrava proprio il posto adatto per portare a spasso il cane.
In effetti Marika, dopo essersi sistemata al volante, si è voltata verso di me e ha detto: “Se ci fermano i Carabinieri tu abbaia”!!!
Inutile dire che Silvia si è capottata dalle risate.
Il lato positivo è stato che durante il tragitto ho goduto di un ottima vista panoramica.
Arrivate a Forlì è stato leggermente imbarazzante scendere dall’inusuale mezzo di trasporto, ma per fortuna avevamo parcheggiato in una via laterale.
Dopo una cioccolata calda in un locale in piazza Aurelio Saffi, ci siamo avviate per un passeggiata con serie intenzioni di approfittare degli ultimi giorni di saldi. L’unica fortunata acquirente però è stata Silvia che si è comprata una maglia di lana molto carina.
Mentre era nel camerino a provare jeans e maglioni, l’ho raggiunta per dirle che mi sarei provata un gilet. Appena ha visto il capo mi ha detto: “Aspetta, dai qua che lo provo anch’io già che ci sono…”
L’ha indossato e dopo una rapida occhiata le ho detto: “Brava: sei pronta per partire con l’Enterprise!!!”
Il collo del gilet era talmente alto e appuntito che l’effetto finale era “modello Star Treek”.
Guardando Silvia le ho detto: “Grazie mi hai risparmiato la fatica di provarlo” e sono corsa a rimettere a posto lo strano capo di vestiario.
Tra una cosa e l’altra si era fatto tardi, Marika ci ha raggiunte nel camerino e con voce preoccupata ci ha avvertite: “Mi spiace disturbarvi, ma il tagliando del parcheggio è già scaduto da mezzora.”
Non ci eravamo rese conto di come fossero volate le ore e ci siamo avviate il più velocemente possibile alla jeep. Per fortuna non abbiamo trovato multe.
Ovviamente le disposizione dei posti sul mezzo di trasporto è stata identica a quella del viaggio di andata e anche questa volta non sono mancate le battutine e le risate. Arrivate a casa io e Silvia ci siamo rese conto che era tardissimo. Marco ci aspettava a Forlì per le 21.30 e noi dovevamo ancora preparare la cena, mangiare e vestirci per la serata in discoteca.
Ho detto a Silvia: “Perché non andiamo a mangiare una pizza a Forlì?”
Mi ha guardata indecisa sul da farsi: “Mmm no dai, cucino io…”
E dopo un secondo: “Racchetttt lava i funghi!!”
“Racchettt… aggiungi il sale….”
“Racchettt…. il pepe!!”
Normale amministrazione.
Tra una battuta e l’altra abbiamo preparato bistecche e funghetti al prezzemolo.
La cena è stata gustosa e prese da un attacco di fame abbiamo dato l’assalto anche a un vaso di pomodori secchi preparati dalla mamma di Silvia.
Nonostante fosse molto tardi non abbiamo potuto fare a meno di guardare alcuni sketch della Littizzetto, così ci siamo dovute preparare in un battibaleno.
Il giorno prima quando ho preparato lo zaino, non avevo idea che saremmo andate a ballare per cui a mia disposizione avevo solo un paio di scarpe da ginnastica, pantaloni di velluto e maglietta rossa con giacca nera attillata. Gli abiti erano adatti, ma le scarpe come mi ha ripetuto varie volte la mia amica non ci azzeccavano molto.
Nell’insieme Silvia ha commentato con un: “Non c’è male…”
In realtà chi la conosce bene sa che per lei quell’affermazione è un modo educato per dire: “Ma nun te se può guardà”!!!


la serata in discoteca...

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