15 agosto 2003
Silvia si é svegliata di buonora con l'intenzione di proseguire il
bucato iniziato la sera prima.. Il tempo non era dei migliori, sembrava che
minacciasse di piovere da un momento all'altro e la nostra idea di andare
in spiaggia è svanita non appena abbiamo messo il naso fuori dalla
finestra. Silvia mi ha dato il buongiorno minacciandomi: “Ora provo
a far andar via la terra rossa dalle infradito.. prega che vengano pulite!!”
Per lasciarla tranquilla in questa delicata operazione, ho deciso di andare
a fare un po' di spesa. Quando sono rientrata a casa non era ancora riemersa
dal bagno, cosa che mi ha preoccupato e non poco. Per fortuna dopo 5 minuti
ho visto spuntare dalla porta una infradito del colore originale, e mi sono
tranquillizzata.
Stavolta l'avevo scampata. Per pranzo abbiamo finalmente assaggiato le olive
tutti i gusti comprate il giorno prima a Tolone. Erano veramente buone anche
se forse avevamo un po' esagerato con la quantità! Alessandra è
arrivata giusto in tempo per prendere il caffè, e dal momento che il
tempo era molto migliorato abbiamo deciso di andare al mare. Ale ha consigliato
la spiaggia piú “bella” della liguria a Noli. In realtà
era davvero carina ma era un'impresa praticamente impossibile trovare un parcheggio;
così ci siamo dovute accontentare della spiaggia di una colonia, dove
abbiamo steso i teli sul pietrisco. Nonostante questo ci siamo divertite moltissimo
perché abbiamo iniziato a fare parodie di trasmissioni famose con l'accento
tedesco. Poi è venuto il momento del cruciverba..
Dopo aver risposto a quesiti complicatissimi io e Silvia ci siamo arenate
sulla domanda: “Mettersi a sedere” e Ale: “Sedersiii!!”
Dopo questa prova di intelligenza ci siamo rinfrescate le idee con un bagno.
L'acqua era limpidissima: abbiamo trascorso 2 ore veramente rilassanti. Visto
che Alessandra cominciava a sentire un po' di appetito abbiamo lasciato con
rammarico la spiaggia e iniziato a leggere tutti i manifesti pubblicitari
delle sagre. Quello che ci ha maggiormente ispirate recava la scritta: “Sagra
del Nostralino - Ranzi di Pietra Ligure”. Piccolo particolare.. la festa
si svolgeva in una località molto “imbriccata”. Così
dopo aver sgommato e tirato su chili di polvere per la stradina non asfaltata
che portava a Ranzi, ho parcheggiato in mezzo a un bosco, tra varie grattate
del cambio, imprecazioni di Ale e risate di Silvia. Alla festa c'era un sacco
di gente e ovviamente per ritirare le pietanze desiderate occorreva fare un
bel po' di coda. C'era una fila diversa per ogni specialità. Ale è
stata fortissima: “Stasera mangio i ravioli!”
Ma dopo 5 minuti di attesa alla fila ha improvvisamente cambiato idea: “Ma
no meglio la polenta... grrrrr” e certo chi se la mangia la polenta
a Ferragosto?!! In attesa a quella fila non c'era nessuno!
Abbiamo assaggiato un po' di tutto e dopo il caffè, abbiamo vinto una
trombetta da stadio al banco di beneficenza. Ale l'ha subito inaugurata suonandola
sotto le gonne delle povere malcapitate che le passavano vicino. Inutile dire
che ci siamo fatte un sacco di risate. Eravamo pronte per cercare qualche
posto carino per trascorrere la serata. Ma dove ci potevamo cambiare e mettere
un po' in tiro?
Silvia ha utilizzato il bosco come “toilette” e Ale ha suggerito
un posto isolato per cambiarci in macchina al riparo di sguardi indiscreti.
Altro che isolato e tranquillo: nel giro di 5 minuti sono passate un sacco
di persone, comprese intere famiglie con passeggini.
Silvia
rideva e imprecava: “Ma dove siamo?! Nel parcheggio di un condominio
di 7 piani?!”
Immaginate le scene.. io cercavo di coprirmi alla meglio con un pareo, le
altre due armeggiavano sul sedile posteriore con beauty aperti e accessori
femminili dappertutto. La serata si prospettava interessante, in programma
c'era una festa a Varazze, dove doveva suonare un “famosissimo”
gruppo ligure: i “Buio Pesto”.
Anche a Varazze ci sono state le solite scene da panico per trovare parcheggio.
Dopo aver girato ogni via della cittadina mi sono inerpicata per una strada
in salita, ma anche lì non ho trovato un buco libero, tra l'altro avevo
un motociclista appiccicato al paraurti che si stava scocciando della mia
andatura ai 30 all'ora. Ho accostato a destra per farlo passare e il tipo
invece di ringraziare mi ha ancora infamata: “La freccia!! CRETINA!!”
A questo punto mi sono stressata, ho fermato la macchina e ho detto a Silvia:
“Basta! Guida tu..”
La “carismatic girl” manco a dirlo è salita in macchina,
ha voltato l'angolo e ha immediatamente trovato parcheggio. “Silvia
tra un po' ti stendono un tappeto rosso e appare qualcuno da una di queste
case che ti offre il caffè!”
L'unico difetto del parcheggio era che distava un po' dal piazzale dove si
teneva il concerto e Ale ha iniziato a imprecare: “Grrrrr saranno 5
km a piedi grrrrr!”
La solita esagerata! Saranno stati 500 metri!
“Grrr chi cavolo me l'ha fatto fare! La prossima volta sto a casa, così
imparo!”
Per fortuna l'arrivo alla festa ha risollevato gli animi...
Ale sopratutto ha ritrovato la serenità attratta fatalmente dal banco
delle patatine.
Io e Silvia abbiamo preso un paio di birre per brindare alla festa di mezza
estate, ma Silvia mentre stava battendo vigorosamente le mani a tempo di musica
ha urtato il boccale rovesciandone tutto il contenuto sul tavolo. È
stato un gran macello e anche il portafoglio di Silvia è finito a mollo,
ma vista l'allegria della serata non ci sono state troppe imprecazioni. I
cantanti hanno iniziato il loro repertorio di pezzi in dialetto genovese e
strano a dirsi l'unica parola che siamo riuscite a capire è stata:
“belin”, aiutate anche da un bambino vicino a noi che la urlava
a squarciagola. Verso l'una era venuto il momento di tornare a casa e abbiamo
avuto la splendida idea di prendere una scorciatoia del “Sassello”
al posto dell'autostrada.
Dopo una decina di minuti di curve allucinanti ci siamo trovate di fronte
a un semaforo rosso, che regolava l'accesso a una strettoia. Ale è
ritornata di cattivo umore: “Dai Silvia passaaa! Questo semaforo è
rotto!!”
Attimo di silenzio e ha ripreso: “Miii non è possibile ci sta
tre ore!!”.
Ovviamente il semaforo funzionava benissimo!
Dopo questa scenetta Silvia ha ricominciato ad affrontare curve da paura.
Credevamo di essere a buon punto e invece ecco un cartello preoccupante: “Acqui
Terme 43 km”.
Ale, che era seduta sul sedile posteriore ha ricominciato a borbottare: “Sti
c**** di boschi... si puó sapere chi ci abita qui?!”
“Curve di m*****!! Ah ma tanto sono tutti c***** miei, la prossima volta
imparo! E punto!”
Qualche minuto di silenzio e il borbottio è ripreso: “Ma c****
anche il cellulare che non prende!! Non é possibile! Dove siamo si
puó sapere?!”
Ho risposto barando un po': “Siamo quasi a Cartosio..”
“Ma che Cartosio del c*****!! Siamo ancora lontanissimi!”
Silvia al volante aveva un'espressione seria, ma si vedeva che faceva sforzi
per trattenersi dal ridere. Finalmente dopo una mezzora di borbottii siamo
arrivate ad Acqui. Era stato un Ferragosto un po' alternativo, ma veramente
molto divertente!