1 gennaio 2005
La sveglia è suonata alle 7.30 dopo sole 3 ore di sonno.
E a dire la verità solo Silvia l'ha sentita. La poveretta (o come dice
lei purina...) ha provato a chiamarci ma senza successo. Allora si è
rassegnata ed è andata a preparare il caffè per concederci ancora
qualche minuto di sonno.
“Rac! Sono quasi le otto.... Sveglia!”
Mi sembrava di vivere in un mondo parallelo. Ma per evitare infamate già
il primo dell'anno sono corsa a prepararmi.
Dopo una veloce colazione ci siamo infilate i nostri cappellini (a dire il
vero io me ne sono fatta prestare uno da Silvia) e ci siamo avviate verso
casa di Laura dove la comitiva ci stava aspettando già da un pezzo.
Siamo partiti con due macchine: quella di Andrea che ha sopportato per il
viaggio me, Silvia e Faby; e quella di Giorgio con a bordo Laura, Sandro e
Antonella.
Già nei primi cinque minuti abbiamo fatto pausa bancomat e caffè,
poi un'altra pausa bancomat a Forlì, perché ognuno è
giustamente affezionato alla propria banca. Finalmente verso le 9.15 siamo
riusciti ad imboccare l'autostrada.
Siamo arrivati a Mestre che era quasi mezzogiorno. L'albergo prenotato da
Silvia e Andrea si è rivelato molto carino. Ci siamo sistemati in due
stanze da 4 con le stesse formazioni che avevamo in macchina. Dopo aver sistemato
i bagagli e fatto il primo scherzo telefonico ai nostri compagni di gita siamo
scesi e ci siamo diretti alla fermata dell'autobus per Venezia.
Dato che era il primo dell'anno le corse passavano ogni 20 minuti e come prevedibile
l'ultima era appena partita.
Per ammazzare il tempo siamo andati in un baretto cinese proprio di fronte
alla fermata.
Io e Laura abbiamo fatto una seconda colazione con un tramezzino.
Visto che l'autobus tardava ad arrivare, non contenta della seconda colazione
sono rientrata dai cinesi per farmi la terza.
“Mi dà un altro tramezzino?”
“Finiti... Posso fare panino pelò..”
“E se arriva l'autobus?”
“Faccio in flettissima”
Nel giro di trenta secondi la simpaticissima barista cinese è sparita
nel retrobottega ed è tornata con un invitante mini panino al salame.
Mai visto un servizio così rapido.
Silvia mi ha detto di stare attenta... “Che non ci trovi un dito affettato
nella fretta!”
Fortunatamente non ho trovato corpi estranei nel panino e fortunatamente è
arrivato l'autobus.
Qualcuno ha approfittato subito per farsi un'altra dormita di dieci minuti
e tra un sobbalzo e una risata siamo arrivati a Piazzale Roma a Venezia.
Senza prendere altri mezzi ci siamo persi fra le calle. E abbiamo iniziato
a scattare foto e mormorare: “Bello... Bellissimo...” ogni volta
che lo sguardo si posava su una piazzetta, un canale, una gondola, un ponte...
In capo a una mezzora la poesia si è trasformata in fame: ad attirare
la nostra attenzione è stato un ristorantino-pizzeria.
Senza pensarci troppo siamo entrati e ci siamo sistemati vicini vicini in
un tavolo lungo e stretto.
GIOCHINO
Ora provate un po' ad indovinare chi ha ordinato un'insalata, chi una pizza
e chi incurante dei resti del cenone di Capodanno ancora in fase di digestione,
una bella porzione di fegato alla veneziana con tanto di cipolle....
La pizza non era molto appetitosa. Si poteva descrivere come un sottile foglio
di pasta imbrattato con una piccola quantità di pseudo-pummarola.
Il fegato devo dire invece che era ottimo.
Dai tanto avevate capito che ero io la fogna!! E immagino sappiate anche che
la mia amica Silvia era la salutista insalatomane...
Ma torniamo a noi.
Dopo il pranzetto abbiamo ricominciato il giro per le calle.
Ammirato e fotografato...