16 Agosto 2001 ... BUDONI, SAN TEODORO
16 Agosto
Il giorno successivo eravamo in coma profondo. Purtroppo non abbiamo potuto
dormire fino a tardi perché dopo le 9 in tenda c'era un caldo insopportabile.
Solo io, che sono
assolutamente “termosregolata”, riuscivo a rimanere un po' di più, ma per non
essere asociale mi alzavo insieme a loro. Ci siamo stancamente trascinati fino
alla piscina del campeggio e ci siamo sistemati sui lettini.
Ogni tanto ci alzavamo per fare un bagno veloce, ma si degenerava sempre in
dispetti e tuffi forzati. Dopo pranzo abbiamo incominciato ad essere un po'
più vitali. Silvia
ha scritto la bellissima canzone dedicata a Ombretta
sullo stile “fichi d'india”, poi ci siamo lanciati in una lezione di acquagym.
Solo Ombry non ci ha seguiti. Io ero in testa al gruppo subito alle spalle del
maestro: Silvia e Nunzio,
si sono molto divertiti a ridere dei miei movimenti aggraziati. Non hanno capito
la mia perfetta coordinazione e il mio ritmo! Prima di prepararci per la serata,
Nunzio ha fatto un bellissimo tatuaggio sulla spalla di Silvia. Alle docce solite
scene da panico. C'era un sacco di gente e io e Silvia facevamo a turno: una
fuori a tenere i panni e l'altra dentro la cabina.
Tra una cosa e l'altra avevamo tempo di osservare la gente strana che passava
per i bagni comuni. C'era una tipa che si faceva la piastra ai capelli, e un'altra
che armeggiava con una griglia modello “braciole per tutti”. Ci mancava solo
qualcuno che arrivasse con l'armamentario per fare le caldarroste. I nostri
tentativi erano sempre quelli di essere tutti pronti prima che venisse buio
pesto anche perché le nostre attrezzature per il campeggio consistevano nella
sola tenda. Non avevamo la lampada e neanche una semplicissima pila. Tutte le
volte però ritardavamo e Silvia andava ad allacciarsi le scarpe dai vicini per
avere un po' di luce.
Per la cena siamo andati alla solita pizzeria. Quella sera, che era la penultima
che trascorrevamo in Sardegna, ci siamo incontrati con Alessandro
e Serena, libera
dagli impegni di lavoro, è venuta con noi. Eravamo una bella tavolata di sette
persone. Abbiamo ordinato pizze, vino e birra… ma nel frattempo a me è venuto
un terribile attacco di mal di stomaco e così al momento dell'arrivo delle pizze
mi sono sentita male e sono uscita per una passeggiata. Ho detto: “Non vi preoccupate,
vado a fare un giro e torno”.
Silvia da vera amica ha lasciato la sua pizza fumante appena arrivata e mi ha seguito. Io ero uscita in fretta per non fare preoccupare nessuno, ma dopo avere fatto 20 metri nella stretta via che usciva dalla pizzeria, mi sono sentita chiamare.. era Silvia. Mi ha accompagnata a fare un giro per le bancarelle di San Teodoro, fino a quando il mio stomaco ha deciso di lasciarmi un po' in pace. Quella sera eravamo tutti un po' tristi perché era il penultimo giorno in Sardegna.
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