VACANZE IN CROAZIA - ESTATE 2007


15 agosto 2007

La mattina ci svegliamo e dobbiamo lasciare il nostro appartamento per trasferirci in quello di sotto... Dove c'è la stanza del loculo.
La signora la sera prima ci ha raccomandato di liberare per le 10 così puntiamo la sveglia verso le 8.30 per riuscire a fare prima colazione con calma. Le valigie sono già pronte dalla sera prima. Ci diamo da fare a sistemare la casa... Siamo quasi pronte, ma la padrona e la figlia piombano in casa alle 9.50 proprio mentre le ragazze sono a sistemare qualche bagaglio nel loculo e io sono in bagno. Con la solita finezza la figlia mi chiama "Lauraaa"
"Just a moment.. Boia faus"
cerco di sbrigarmi e già le trovo che spostano le poche cose che ancora dobbiamo portare di sotto. Le guardo con aria truce... E dico in inglese qualcosa del tipo: "Facciamo noi, tranquille tra 5 minuti abbiamo finito"
La ragazza ricambia lo sguardo con antipatia, peccato mi stava quasi simpatica fino a quel momento. Poi piombano in casa a curiosare anche i vicini dell'appartamento di sotto. "Aoooo! Ma si è mai vista una cosa simile?!"
Pure il bambino di tre anni hanno fatto salire.
Niente male come inizio questo Ferragosto!
Il mini appartamento al piano di sotto è già pieno con tutti i nostri bagagli, figuriamoci quando ci entreremo anche noi.
Sistemiamo alla meno peggio le borse per terra e sui letti, riempiamo il frigo e scappiamo subito. Meglio non pensarci e andare in spiaggia.
Scegliamo quella sotto casa, oggi non ci muoviamo abbiamo già fatto troppi chilometri ieri. Ci accorgiamo quasi subito che dobbiamo cambiare postazione.
Infatti proprio dove pochi giorni prima siamo state noi c'è un auto semi distrutta volata giù dalla strada... Mamma mia, come si fa?!
Abbiamo visto i carabinieri guardare sotto, ma mai più ci saremmo immaginate una cosa simile. Ci spostiamo oltre il molo e facciamo quasi subito il bagno.
Si sta benissimo... Fa un caldo torrido. Silvia vede un gruppo di scogli e non vede l'ora di tuffarsi di testa. L'acqua mi pare un po' bassina, ma qualcuno che prova il tuffo c'è.
Faby dalla riva consiglia a Silvia di non tuffarsi, ma la ragazza è molto determinata. Vado vicino alla zona tuffo per saggiarne la profondità dell'acqua. Mmmmm... L'altezza dovrebbe bastare, ma appena appena.
"Dai io vado... " un, due, tre ecco il tuffo. Per fortuna Silvia riemerge subito, però una raschiatina con le mani sul fondo l'ha data, ma nulla che debba scomodare le mie presunte capacità di soccorritrice.
Dopo queste prodezze però Silvia non si sente molto in ordine e dopo una capatina a casa, ci invita al bar. Ovviamente una tappa bar non si rifiuta mai.. E poi la nostra "princi" (come l'ha soprannominata Barbara) ha bisogno di stare un po' all'ombra. Il baretto è molto carino e approfittiamo per assaggiare un buonissimo ice-coffee, che sembra un incrocio tra una coppa del nonno e una granita al caffè.
Ci perdiamo in chiacchiere e tra un discorso e l'altro vediamo passare invitanti piatti di patatine. Chi può resistere?! Il difficile è spiegarlo al cameriere che non sembra molto ferrato con l'inglese, ma tra un sinonimo e l'altro riusciamo ad ottenere il nostro pranzo. Il pomeriggio trascorre nello sciallo più totale, chi legge, chi dorme, chi si rosola al sole. Bagni e di nuovo tintarella.
Non mancano le sfide a carte.
Verso le 19 andiamo al bar ad offrire a Silvia l'aperitivo, dato che la ragazza dopo essere stata indietro coi punti per tutta la partita con molta nonchalance ci ha superate proprio nella mano finale.
Comunque è sempre un'ottima occasione per assaggiare i cocktail della spiaggia... Il Mussolini" red wine and orange juice.. come non provarlo?!
Anche le altre bibite hanno nomi molto pittoreschi...
Torniamo a casa a prepararci. Questa sera ci aspetta una bella cenetta da Milo ad Omis. Ma prima spettacolo per i vicini: dobbiamo prepararci e lavarci e il bagno è fuori dall'appartamento per cui facciamo avanti e indietro in accappatoio, asciugamano a mo di turbante in testa. Ovviamente sono tutti fuori che gironzolano per il cortile.
Domani facciamo pagare il biglietto!
Silvia dice che sembra di stare in campeggio. Beh allora siamo comode, almeno in camera ci si può vestire stando in piedi.
Finita la vestizione mi tocca anche litigare per mezzora in inglese con la padrona di casa. Aveva promesso di darci indietro i soldi di una sera per l'inconveniente del trasloco, ma ora che siamo giù sembra essersi dimenticata.
Uff che fatica discutere in un'altra lingua. Silvia e Barbara sono alla mia destra e sinistra tipo i secondi in un incontro di pugilato.
Dopo mille batti e ribatti non riesco ad farmi ridare i soldi e stufa dico: "no problem", ma Barbara interviene anche se non sa l'inglese.
"Oh sì problem!"
e così ricomincia la rissa verbale.
La figlia della padrona si scalda e attacca Barbara dicendole di parlare inglese se proprio vuole un confronto.
Ma lei le risponde in italiano.
Mi stufo di discutere, non ha senso continuare, tanto i soldi non ce li ridanno e poi dico anche alla ragazza di non arrabbiarsi, alla fine litigo con lei solo perché la madre non sa l'inglese..
Quindi visto che sono quasi le 21 meglio scendere ad Omis per cenare.. Non sia mai che i ristoranti chiudano!
Ma il nostro ristorante di fiducia ci accoglie a braccia aperte e finalmente si cena.
Le ragazze ordinano una grigliata di carne, io continuo con i branzini.. Devo farne scorpacciate fin quando sono in Croazia: sono troppo buoni.
Conosciamo dei ragazzi di Roma al tavolo accanto al nostro.
Ci raccontano il loro giro turistico e ci consoliamo perché scopriamo che anche loro si sono beccati una multa.
Tra chiacchiere varie arriviamo al caffè.. E scopriamo un nuovo digestivo di erbe tipico del posto molto buono e particolare.
E pensare che i baristi ci volevano portare il limoncello, ma noi siamo delle pioniere del gusto e siamo sempre dell'idea che è meglio assaggiare le specialità locali. Dopo cena facciamo una passeggiata alla ricerca di qualche ricordino da portare a casa, ma è tutto troppo standard e non riusciamo a prendere quasi nulla.
Arrivate a casa andiamo quasi subito a letto... Il mio è ad incastro con la porta d'ingresso, per uscire dalla stanza bisogna spostarlo.
C'è un po' di baruffa nell'aria.. Il tema è: cosa si fa domani.
Ma sì come diceva la buona e vecchia Rossella: "Domani è un altro giorno".


Sei proprio sicuro di voler rileggere il racconto precedente!?!?!?



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